Previsione sulla Finanza del 2021: sarà l’anno dell’open Finance

Previsione sulla Finanza del 2021: sarà l’anno dell’open Finance
Emmanuele Menicucci Pubblicato il 18/02/2021

Il progresso informatico e tecnologico ha cambiato totalmente il nostro modo di muoverci nel mondo. Le nostre abitudini, scelte e azioni quotidiane sono state influenzate, in modo irreversibile, dal fenomeno della digitalizzazione che ha interessato diversi settori del sistema socio-economico

Tra questi emerge il settore finanziario che, come quello assicurativo, ha sfruttato la sua dinamicità per adattarsi alle esigenze del momento.
 

Il Covid-19 e la digitalizzazione del mondo finanziario

Non è un caso infatti che nel 2020 la Fintech, nonostante la crisi causata dal Covid-19, sia stata in grado di guadagnare quote di mercato.

La necessità delle aziende, inoltre, di ottenere finanziamenti ha favorito la crescita del digital lending, che in alcune fintech ha registrato un incremento dal 100% al 300% dei volumi. È quanto emerge dalla ricerca “Covid19-Banking challenges and the New Normal” realizzata da EY Assurance. 

Una crescita confermata anche dallo studio condotto dall’Osservatorio Fintech & Insurtech della School of Management del Politecnico di Milano

Attraverso l’analisi diretta di 51 istituti di credito italiani è emerso che, nel mese di aprile, si è registrato in media un incremento del 17% degli utenti unici consumer online delle banche, rispetto allo stesso periodo nel 2019. Le transazioni online inoltre si sono attestate al +32% e i nuovi clienti, acquisiti senza la necessità di recarsi in sede, sono stati oltre il 75%. 
 

Previsione per la Finanza del 2021

Secondo Filippo Renga, Direttore dell’Osservatorio Fintech & Insurtech, questo trend è destinato a continuare e a evolversi anche nel 2021

L’anno che è appena iniziato potrebbe spingere al passaggio dall’Open Banking all’Open Finance che non è altro che l’Open Innovation (innovazione aperta). 

L’obiettivo del settore finanziario e assicurativo potrebbe essere quindi quello di catturare tutte le opportunità di business derivanti dal ricorso a risorse esterne all’azienda, come idee, competenze, dati e strumenti.  Un progetto che potrebbe includere anche realtà meno tradizionali delle banche e degli istituti di credito, tra cui: startup, big tech, case automobilistiche, retailer, utility. 
 

Dall’Open Banking all’Open Finance

Questo processo nasce dall’intuizione che le esigenze del consumatore stanno cambiando favorendo una vera e propria aggregazione tra servizi finanziari e altre tipologie di prodotti. Gli utenti, infatti, che fino a questo momento hanno usufruito dei servizi di Open Banking potrebbero iniziare a richiedere altri servizi oltre a quelli bancari attraverso la stessa app. 

Una tendenza che trova conferma, tra l’altro, in alcuni accordi conclusi di recente come quelli tra Tink e Enel, Fabrick e Illimity, Modefinance e Banca Progetto, Poste e Moneyfarm. 

Nel lungo periodo si potrebbe assistere quindi alla nascita di realtà digitali aggregate, composte da attori diversi, che allo stesso tempo si pongono come promotori di idee e innovazione. 
 

L’Unione Europea a sostegno del Fintech

Queste previsioni sono in parte alimentate dall’approccio che l’Unione europea ha dimostrato verso la questione. Da settembre 2020 la Commissione ha approvato un nuovo corpus normativo a sostegno del processo di digitalizzazione della finanza. A questo si aggiunge la previsione di una riforma della PSD2, direttiva europea sui pagamenti, in vigore dal 14 settembre 2019, per l’attuazione di una PSD3 in grado di rispondere in modo ancora più efficiente alle esigenze di mercato.

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